Infezioni batteriche delle vie urinarie

DiTalha H. Imam, MD, University of Riverside School of Medicine
Reviewed ByChristina A. Muzny, MD, MSPH, Division of Infectious Diseases, University of Alabama at Birmingham
Revisionato/Rivisto Modificata mar 2026
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

Le infezioni batteriche delle vie urinarie in genere interessano la vescica (cistite) o i reni (pielonefrite). I sintomi possono essere assenti o comprendere pollachiuria, urgenza, disuria, dolori al basso ventre e dolore al fianco. In caso di infezione renale possono essere presenti sintomi sistemici e perfino sepsi. La diagnosi si basa sull'analisi delle urine e sull'urinocoltura. La terapia si basa sul trattamento antibiotico e sulla rimozione delle ostruzioni del tratto urinario e dei cateteri.

(Vedi anche Introduzione alle infezioni delle vie urinarie, Bacilli Gram-negativi, Prostatite e Infezioni delle vie urinarie nei bambini.)

Le infezioni delle vie urinarie sono più comuni tra le donne che tra gli uomini. Circa il 40-50% delle donne ha ≥ 1 infezione delle vie urinarie nel corso della vita, rispetto a circa il 5-12% degli uomini (1, 2).

L'incidenza della cistite negli uomini aumenta con l'età a causa di cambiamenti strutturali che compromettono la minzione normale, come l'iperplasia prostatica benigna (2).

Riferimenti generali

  1. 1. Bavanandan S, Keita N. Urinary Tract Infection Prevention and Treatment. Semin Nephrol. 2023;43(5):151468. doi:10.1016/j.semnephrol.2023.151468

  2. 2. Schaeffer AJ, Nicolle LE. Urinary Tract Infections in Older Men. N Engl J Med. 2016;374(22):2192. doi:10.1056/NEJMc1603508

Fisiopatologia delle infezioni urinarie batteriche

Le vie urinarie, dai reni al meato uretrale, sono normalmente sterili e resistenti alla colonizzazione batterica, nonostante la frequente contaminazione dell'uretra distale da parte dei batteri del tratto intestinale. La difesa principale contro le infezioni urinarie è il completo svuotamento della vescica durante la minzione. Altri meccanismi che garantiscono la sterilità comprendono l'acidità delle urine, la valvola vescico-ureterale, e le diverse barriere immunologiche e mucose.

La maggior parte delle infezioni delle vie urinarie si verifica quando i batteri risalgono dall'uretra alla vescica e, nel caso di pielonefrite, dall'uretere fino al rene (1). Il resto delle infezioni delle vie urinarie è di origine ematogena. Le infezioni delle vie urinarie possono provocare infezioni sistemiche, in particolare negli anziani. Le infezioni delle vie urinarie sono una causa comune di infezioni associate all'assistenza sanitaria (2).

Fattori di rischio

Poiché molti fattori di rischio per le infezioni delle vie urinarie differiscono significativamente tra uomini e donne, è utile distinguere i fattori specifici per sesso da quelli comuni a entrambi. I fattori di rischio generali per le infezioni delle vie urinarie comprendono i seguenti (3):

  • Anamnesi di precedenti infezioni delle vie urinarie

  • Recenti manovre strumentali o cateteri a permanenza

  • Anomalie strutturali (p. es., stenosi uretrali, diverticoli della vescica)

  • Calcoli renali

  • Condizioni neurologiche che interferiscono con la minzione normale (p. es., lesione del midollo spinale)

  • Deterioramento cognitivo, incontinenza fecale o incontinenza urinaria

  • Immunosoppressione

I fattori di rischio per l'infezione delle vie urinarie nelle donne sono i seguenti (4):

  • Rapporti sessuali

  • Uso di diaframma e spermicidi

  • Uso di antibiotici

  • Nuovo partner sessuale nell'ultimo anno

  • Anamnesi di infezioni delle vie urinarie nei parenti di sesso femminile di 1o grado

  • Prima infezione delle vie urinarie in età precoce

  • Fistola vescicovaginale

I fattori di rischio per l'infezione delle vie urinarie nei maschi sono i seguenti (3):

Il rischio elevato di infezione delle vie urinarie nelle donne che usano antibiotici o spermicidi è probabilmente dovuto ad alterazioni del microbiota vaginale che permettono una crescita eccessiva di Escherichia coli (5). Altro fattore di rischio nelle donne anziane è la contaminazione del perineo legata a un'incontinenza fecale.

Anormalità anatomiche, strutturali e funzionali sono fattori di rischio per infezione urinaria. Una conseguenza frequente delle anomalie anatomiche è il reflusso vescico-ureterale, che viene identificato mediante studi di diagnostica per immagini nel 30-40% dei bambini dopo un'infezione delle vie urinarie (6, 7). Il reflusso vescico-ureterale è di solito dovuto a un difetto congenito che causa incompetenza della valvola vescico-ureterale. Il reflusso vescico-ureterale può essere anche acquisito nei pazienti con vescica flaccida per lesione del midollo spinale o come conseguenza di una chirurgia sul tratto urinario. Altre anomalie anatomiche che predispongono alle infezioni delle vie urinarie comprendono le valvole uretrali (anomalia congenita ostruttiva), la ritardata maturazione del collo vescicale, i diverticoli vescicali e le duplicazioni uretrali (vedi Panoramica sulle anomalie genitourinarie congenite).

Le anomalie strutturali e funzionali del tratto urinario che predispongono alle infezioni delle vie urinarie sono di solito legate a un'ostruzione del flusso urinario e a un inadeguato svuotamento vescicale. Il flusso urinario può essere compromesso da calcoli e tumori. Lo svuotamento vescicale può essere compromesso da una disfunzione neurogena, dalla gravidanza, dal prolasso uterino, dal cistocele e dall'ipertrofia prostatica. Le infezioni delle vie urinarie causate da fattori congeniti si manifestano in genere durante l'infanzia. La maggior parte degli altri fattori di rischio è più frequente negli anziani.

Altri fattori di rischio per infezione delle vie urinarie comprendono le strumentazioni (p. es., cateterismo vescicale, posizionamento di stent, cistoscopia) e recenti interventi chirurgici.

Riferimenti relativi alla fisiopatologia

  1. 1. Flores-Mireles AL, Walker JN, Caparon M, Hultgren SJ. Urinary tract infections: epidemiology, mechanisms of infection and treatment options. Nat Rev Microbiol. 2015;13(5):269-284. doi:10.1038/nrmicro3432

  2. 2. Magill SS, Edwards JR, Bamberg W, et al. Multistate point-prevalence survey of health care-associated infections. N Engl J Med. 2014;370(13):1198-1208. doi:10.1056/NEJMoa1306801

  3. 3. Hooton TM, Stamm WE. Diagnosis and treatment of uncomplicated urinary tract infection. Infect Dis Clin North Am. 1997;11(3):551-581. doi:10.1016/s0891-5520(05)70373-1

  4. 4. Hooton TM. Clinical practice. Uncomplicated urinary tract infection. N Engl J Med. 2012;366(11):1028-1037. doi:10.1056/NEJMcp1104429

  5. 5. Handley MA, Reingold AL, Shiboski S, Padian NS. Incidence of acute urinary tract infection in young women and use of male condoms with and without nonoxynol-9 spermicides. Epidemiology. 2002;13(4):431-436. doi:10.1097/00001648-200207000-00011

  6. 6. Carpenter MA, Hoberman A, Mattoo TK, et al. The RIVUR trial: profile and baseline clinical associations of children with vesicoureteral reflux. Pediatrics. 2013;132(1):e34-e45. doi:10.1542/peds.2012-2301

  7. 7. Tullus K, Shaikh N. Urinary tract infections in children. Lancet. 2020;395(10237):1659-1668. doi:10.1016/S0140-6736(20)30676-0

Eziologia delle infezioni urinarie batteriche

La cistite e la pielonefrite sono causate da batteri enterici, solitamente batteri aerobi gram-negativi (il più delle volte) e da batteri gram-positivi (meno frequentemente).

Nei pazienti con vie genitourinarie strutturalmente normali, i ceppi di E. coli con specifici fattori di adesione per l'epitelio transizionale della vescica e degli ureteri sono responsabili dell'80% dei casi (1). Altri Gram-negativi patogeni urinari sono in genere gli enterobatteri, tipicamente Klebsiella o Proteus mirabilis, e occasionalmente Pseudomonas aeruginosa. Tra i batteri Gram-positivi, lo Staphylococcus saprophyticus viene isolato nel 10-15% circa delle infezioni batteriche delle vie urinarie. Vengono isolati meno comunemente batteri Gram-positivi quali Enterococcus faecalis (streptococchi di gruppo D) e Streptococcus agalactiae (streptococchi di gruppo B), che possono essere contaminanti, in particolare se sono stati isolati da pazienti con cistite non complicata.

Nei pazienti ospedalizzati, l'E. coli rappresenta circa il 50% dei casi (2). Le specie Gram-negative Klebsiella, Proteus, Enterobacter, Pseudomonas e Serratia rappresentano circa il 40%, e i batteri cocchi Gram-positivi E. faecalis, S. saprophyticus e Staphylococcus aureus rappresentano gli altri casi.

Riferimenti relativi all'eziologia

  1. 1. Ronald A. The etiology of urinary tract infection: traditional and emerging pathogens. Dis Mon. 2003;49(2):71-82. doi:10.1067/mda.2003.8

  2. 2. Mathai D, Jones RN, Pfaller MA; SENTRY Participant Group North America. Epidemiology and frequency of resistance among pathogens causing urinary tract infections in 1,510 hospitalized patients: a report from the SENTRY Antimicrobial Surveillance Program (North America). Diagn Microbiol Infect Dis. 2001;40(3):129-136. doi:10.1016/s0732-8893(01)00254-1

Classificazione delle infezioni urinarie batteriche

Le infezioni delle vie urinarie sono classificate in genere in base al fatto che l'infezione sia confinata alla vescica o si sia estesa oltre (1).

L'infezione delle vie urinarie non complicata si riferisce a un'infezione confinata alla vescica in uomini o donne afebbrili. È caratterizzata da sintomi vescicali locali (p. es., disuria, urgenza, pollachiuria, dolore sovrapubico) senza sintomi o segni sistemici.

L'infezione delle vie urinarie complicata si riferisce a un'infezione che si estende oltre la vescica e include:

Cistite acuta

La cistite è un'infezione della vescica.

La cistite è comune tra le donne, nelle quali i casi di cistite non complicata sono di solito preceduti da rapporti sessuali.

Negli uomini la cistite batterica è di solito dovuta a un'infezione ascendente dall'uretra o dalla prostata o secondaria a una manovra strumentale uretrale. La più frequente causa di cistite ricorrente negli uomini è la prostatite batterica cronica.

Pielonefrite acuta

La pielonefrite è un'infezione batterica del parenchima renale. Nelle donne, la pielonefrite è una causa frequente di batteriemia acquisita in comunità. La pielonefrite è poco frequente negli uomini con vie urinarie normali (2).

La pielonefrite si verifica in genere perché i batteri risalgono attraverso il tratto urinario. Sebbene l'ostruzione (p. es., stenosi, calcoli, neoplasie, vescica neurologica, reflusso vescico-ureterale) predisponga alla pielonefrite, la maggior parte delle donne con pielonefrite non ha difetti funzionali o anatomici dimostrabili. Negli uomini, la pielonefrite è sempre causata da qualche difetto funzionale o anatomico. La cistite di per se o i difetti anatomici possono provocare il reflusso. Il rischio di ascensione batterica è molto aumentato quando la peristalsi ureterale è inibita (p. es., durante la gravidanza, per ostruzione, per le endotossine da batteri Gram-negativi). La pielonefrite è frequente nelle ragazze giovani e nelle donne in gravidanza dopo cateterismo vescicale.

La pielonefrite non causata da un'infezione ascendente batterica è dovuta a una diffusione ematogena, che è particolarmente caratteristica di microrganismi virulenti come S. aureus, P. aeruginosa, Salmonella sp, e Candida spp.

Il rene affetto di solito è aumentato di volume per la presenza di polimorfonucleati e edema infiammatorio. L'infezione è focale e a chiazze, inizia nella pelvi e nella midollare e si estende alla corticale come un cuneo che si allarga progressivamente. Le cellule che mediano la flogosi cronica compaiono entro alcuni giorni e si possono sviluppare ascessi midollari e subcorticali. È frequente la presenza di tessuto parenchimale normale tra i focolai di infezione.

La necrosi papillare può verificarsi nella pielonefrite acuta associata a diabete, ostruzione, drepanocitosi, pielonefrite su reni trapiantati, pielonefrite candidosica o a nefropatia da analgesici.

Sebbene nei bambini la pielonefrite acuta sia frequentemente associata a cicatrici renali, negli adulti tali cicatrici non sono evidenziabili in assenza di reflusso o di ostruzione.

Batteriuria asintomatica

La batteriuria asintomatica è l'assenza di sintomi o segni di infezione delle vie urinarie in un paziente la cui coltura delle urine soddisfa i criteri per infezione delle vie urinarie. La piuria può essere o non essere presente. Poiché è asintomatica, tale batteriuria si trova principalmente quando si esegue uno screening in pazienti ad alto rischio o quando la coltura delle urine è fatta per altri motivi.

Lo screening dei pazienti per batteriuria asintomatica deve essere generalmente limitato ai seguenti gruppi di pazienti (3, 4):

  • Pazienti in gravidanza tra le 12 e le 16 settimane di gestazione o alla prima visita prenatale, se successiva (a causa del rischio di infezione delle vie urinarie sintomatica, compresa la pielonefrite durante la gravidanza, e di esiti avversi della gravidanza, tra cui neonato di basso peso alla nascita e parto pretermine)

  • Talvolta, i pazienti che hanno avuto un trapianto di rene nei 1-2 mesi precedenti

  • Prima di alcune procedure invasive sul tratto urogenitale che possono causare sanguinamento delle mucose (p. es., la resezione transuretrale della prostata)

Alcuni pazienti (p. es., le donne in post-menopausa, i pazienti con diabete controllato, i pazienti portatori di corpi estranei come stent, tubi nefrostomici e cateteri a permanenza) hanno spesso batteriuria asintomatica persistente e talvolta piuria. Se sono asintomatici, questi pazienti non devono essere sottoposti a screening periodico, perché sono a basso rischio. Nei pazienti con cateteri permanenti, il trattamento della batteriuria asintomatica spesso non elimina la batteriuria e porta solo allo sviluppo di microrganismi resistenti agli antibiotici. I pazienti con trapianto di rene inoltre non richiedono di routine lo screening per batteriuria asintomatica (5).

Sindrome uretrale acuta

La sindrome uretrale acuta, che si verifica nelle donne, è una sindrome che implica disuria, pollachiuria e piuria (sindrome disuria-piuria) e somiglia alla cistite. Nella sindrome uretrale acuta (a differenza dalla cistite) le urinocolture sono però negative o presentano una conta batterica inferiore rispetto ai criteri tradizionali per la diagnosi di cistite batterica. L'uretrite dovuta a microrganismi come C. trachomatis, M. genitalium e Ureaplasma urealyticum, che non vengono rilevati nell'urinocoltura di routine, è una possibile causa di sindrome uretrale acuta.

Sono state proposte cause non infettive, ma non ci sono attualmente elementi conclusivi che ne supportino l'evidenza, inoltre le cause non infettive generalmente presentano una modesta o un'assenza di piuria. Le possibili cause non infettive comprendono anomalie anatomiche (p. es., stenosi uretrale), anomalie fisiologiche (p. es., disfunzione dei muscoli del pavimento pelvico), squilibri ormonali (p. es., uretrite atrofica), traumi localizzati, sintomi gastrointestinali e infiammazioni.

Riferimenti relativi alla classificazione

  1. 1. Trautner BW, Cortes-Penfield NW, Gupta K, et al. Complicated Urinary Tract Infections (cUTI): Clinical Guidelines for Treatment and Management. Infectious Diseases Society of America. Published July 17, 2025.

  2. 2. Johnson JR, Russo TA. Acute Pyelonephritis in Adults. N Engl J Med. 2018;378(1):48-59. doi:10.1056/nejmcp1702758

  3. 3. US Preventive Services Task Force, Owens DK, Davidson KW, et al. Screening for Asymptomatic Bacteriuria in Adults: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement. JAMA. 2019;322(12):1188-1194. doi:10.1001/jama.2019.13069

  4. 4. Nicolle LE, Gupta K, Bradley SF, et al. Clinical Practice Guideline for the Management of Asymptomatic Bacteriuria: 2019 Update by the Infectious Diseases Society of America. Clin Infect Dis. 2019;68(10):e83-e110. doi:10.1093/cid/ciy1121

  5. 5. Goldman JD, Julian K. Urinary tract infections in solid organ transplant recipients: Guidelines from the American Society of Transplantation Infectious Diseases Community of Practice. Clin Transplant. 2019;33(9):e13507. doi:10.1111/ctr.13507

Sintomatologia delle infezioni urinarie batteriche

Quando i sintomi sono presenti, questi possono non essere correlati con la sede dell'infezione nelle vie urinarie perché c'è una considerevole sovrapposizione; tuttavia, alcune generalizzazioni sono utili.

L'esordio della cistite è di solito improvviso, tipicamente con pollachiuria, urgenza urinaria, bruciore o minzione dolorosa di piccoli volumi di urina. La nicturia, con dolore sovrapubico e spesso dolore lombare, è frequente. L'urina è spesso torbida e può essere presente ematuria microscopica (più raramente macroscopica). Si può manifestare una febbre modesta. Può essere presente pneumaturia (eliminazione di aria nell'urina) quando l'infezione è causata da una fistola enterovescicale o vescico-vaginale o da una cistite enfisematosa. Negli uomini, la prostatite deve essere sospettata come causa di cistite se presentano anche dolore o pressione nel perineo.

Nella pielonefrite acuta, i sintomi possono essere gli stessi di quelli della cistite. Un terzo dei pazienti ha pollachiuria e disuria. Tuttavia, nella pielonefrite, sono sintomi caratteristici i brividi, la febbre, il dolore al fianco, il dolore addominale tipo colica, la nausea e il vomito. Se la resistenza addominale è assente o lieve, a volte si può palpare un rene ingrossato e dolente. Alla percussione è generalmente riscontrabile una dolorabilità a livello dell'angolo costovertebrale dal lato infetto. I sintomi di un'infezione delle vie urinarie nei bambini spesso sono aspecifici e meno caratteristici.

I pazienti anziani e i pazienti con vescica neurogena o con catetere a permanenza possono presentare talvolta sepsi e delirium, anche in assenza di sintomi riferibili alle vie urinarie.

Diagnosi delle infezioni urinarie batteriche

  • Esame delle urine

  • Urinocoltura in alcuni casi

La diagnosi colturale non è sempre necessaria. Se viene eseguita, la diagnosi colturale richiede la dimostrazione di una batteriuria significativa in un campione di urine raccolto in modo appropriato.

Raccolta delle urine

Per ottenere un campione clean-catch, a metà del flusso, si lava il meato uretrale con un disinfettante leggero senza schiuma e si asciuga all'aria. Il contatto del getto urinario con la mucosa deve essere ridotto al minimo separando le grandi labbra nelle donne e tirando indietro il prepuzio negli uomini non circoncisi. I primi 5 mL di urina vengono gettati; i successivi 5-10 mL sono raccolti in un contenitore sterile.

Nelle donne anziane (che tipicamente hanno difficoltà a ottenere un campione clean-catch) e nelle donne con sanguinamento o secrezioni vaginali è preferibile un campione prelevato con cateterismo. Molti clinici utilizzano un campione raccolto mediante cateterismo se la valutazione comprende un esame pelvico. La diagnosi in pazienti con cateteri a permanenza è trattata altrove. (Vedi anche Come eseguire il cateterismo uretrale in una donna e Come eseguire il cateterismo uretrale in un uomo).

I test, particolarmente le colture, devono essere eseguiti entro 2 h dalla raccolta dei campioni; in caso contrario, il campione deve essere refrigerato.

Qualora si sospetti un'infezione a trasmissione sessuale, si esegue un tampone uretrale prima della minzione. L'urinocoltura viene quindi ottenuta mediante mitto intermedio o cateterismo.

Esame delle urine

L'esame microscopico delle urine è utile, ma non decisivo. La piuria è definita come la presenza di 8 globuli bianchi/mcL di urine non centrifugate, che corrisponde a 2-5 globuli bianchi/campo ad alto ingrandimento nel sedimento centrifugato. La maggior parte dei pazienti con un'infezione vera ha > 10 globuli bianchi/mcL ma la soglia ottimale non è chiara (1). La presenza di batteri in assenza di piuria, specialmente quando si rilevano numerosi ceppi, è solitamente dovuta a contaminazione durante il campionamento. L'ematuria microscopica è presente in fino al 50% dei pazienti, ma la macroematuria è poco frequente. I cilindri leucocitari, che possono richiedere colorazioni speciali per essere differenziati dai cilindri tubulari renali, indicano soltanto una reazione infiammatoria; possono essere presenti in pazienti con pielonefrite, glomerulonefrite o nefrite tubulointerstiziale non infettiva.

La piuria in assenza di batteriuria e di infezione urinaria è possibile, per esempio, se i pazienti hanno una nefrolitiasi, un tumore uroepiteliale, un'appendicite, o una malattia infiammatoria intestinale o se il campione è contaminato da globuli bianchi vaginali. Le donne che hanno disuria e piuria senza batteriuria significativa possono avere una cistite interstiziale.

Vengono comunemente usati anche i test con striscia reattiva delle urine. Un test positivo ai nitriti in un campione di urine fresco (la replicazione batterica nel contenitore rende i risultati inaffidabili se il campione non è testato rapidamente) è altamente specifico per infezione delle vie urinarie, ma non è molto sensibile. Il test all'esterasi leucocitaria è molto specifico per la presenza di > 10 globuli bianchi/mcL ed è abbastanza sensibile. Nelle donne adulte con infezioni delle vie urinarie non complicate con sintomi tipici, la maggior parte dei clinici considera sufficiente la positività ai test microscopici e a quelli con striscia reattiva delle urine; in tali casi, visti i probabili patogeni, è poco verosimile che le colture modifichino il trattamento, mentre fanno notevolmente aumentare i costi.

Le urinocolture sono raccomandate nei pazienti le cui caratteristiche e i cui sintomi suggeriscono un'infezione delle vie urinarie complicata o nei casi in cui sia indicato il trattamento della batteriuria. Esempi comuni comprendono:

  • Pazienti gravide

  • Donne in menopausa

  • Uomini

  • Bambini in età prepuberale

  • Pazienti con anomalie del tratto urinario o recenti strumentazioni

  • Pazienti immunocompromessi o con significative comorbilità

  • Pazienti i cui sintomi suggeriscono una pielonefrite o una sepsi

  • Pazienti con infezioni delle vie urinarie ricorrenti ( 3/anno)

I campioni che contengono un gran numero di cellule epiteliali sono contaminati e probabilmente non sono utili. Per la coltura è necessario ottenere un campione non contaminato. La coltura di un campione del mattino ha maggiori probabilità di rivelare un'infezione delle vie urinarie. I campioni lasciati a temperatura ambiente per > 2 h possono dare false positività con alte conte batteriche dovute alla continua proliferazione batterica. I criteri per la positività colturale comprendono l'isolamento di una singola specie batterica da un campione a metà del flusso, ottenuto con tecnica pulita, o da un campione prelevato da catetere.

Per i pazienti asintomatici, i criteri per la positività della coltura sono i seguenti (2):

  • Per le donne, 2 campioni consecutivi di urina da mitto intermedio (per gli uomini, 1 campione) da cui lo stesso ceppo batterico è isolato con una conta di colonie > 105 unità formanti colonia (UFC)/mL

  • Per le donne o gli uomini, in un campione ottenuto tramite catetere, si isola una singola specie batterica con > 102 UFC/mL

Sebbene la maggior parte delle soglie di laboratorio consideri > 105 UFC/mL lo standard per un'infezione delle vie urinarie, la soglia può essere adattata in base al metodo di raccolta e/o a specifiche popolazioni di pazienti (3).

Per esempio, nei pazienti sintomatici, i criteri di coltura sono i seguenti (3):

  • In generale, > 104 UFC/mL deve essere considerato clinicamente significativo in pazienti sintomatici (103 UFC/mL aumenta la sensibilità).

  • Se l'urina è raccolta mediante cistoscopia o aspirazione sovrapubica, la soglia è inferiore: > 103 UFC/mL.

Ogni risultato colturale positivo, indipendentemente dalla conta delle colonie, in un campione ottenuto con puntura sovrapubica deve essere considerato un vero positivo.

Nelle urine da mitto intermedio, l'E. coli nella flora mista può essere un vero e proprio agente patogeno (4).

A volte un'infezione delle vie urinarie è presente, nonostante una conta di colonie bassa, probabilmente a causa di una precedente terapia antibiotica, in presenza di urine molto diluite (peso specifico < 1,003) o per ostruzione al flusso di urine macroscopicamente infette. La ripetizione della coltura migliora l'accuratezza diagnostica di un risultato positivo, ossia, può distinguere una contaminazione da un risultato vero positivo. I test molecolari delle urine (p. es., PCR) possono talvolta rivelare patogeni insoliti in pazienti con infezione delle vie urinarie refrattaria o ricorrente.

Localizzazione dell'infezione

La differenziazione tra infezione delle vie urinarie alta e bassa si basa principalmente sulla presenza di sintomi sistemici e del tratto superiore; l'imaging avanzato è di solito non necessario. Quando il paziente ha febbre alta, dolorabilità all'angolo costovertebrale e piuria importante con cilindri urinari, è molto probabile che si tratti di una pielonefrite.

Sintomi simili a quelli della cistite e dell'uretrite si possono avere in pazienti con vaginiti, in quanto queste possono causare disuria nel momento del passaggio dell'urina attraverso le grandi labbra infiammate. Spesso le vaginiti possono essere distinte per la presenza di perdite vaginali, cattivo odore vaginale e dispareunia.

Gli uomini con sintomi di cistite che non rispondono alla normale terapia antimicrobica potrebbero essere affetti da prostatite. L'esplorazione rettale digitale può evocare dolore o dolorabilità a livello della prostata.

Altri esami

I pazienti gravemente compromessi devono essere valutati per la sepsi, tipicamente con emocromo con formula, elettroliti, lattato, azotemia, creatinina ed emocolture. I pazienti con dolore o dolorabilità addominale devono essere valutati per altre cause di addome acuto.

I pazienti che presentano disuria/piuria ma nessuna batteriuria devono essere sottoposti a test per una IST, in genere utilizzando test basati sugli acidi nucleici da tamponi dell'uretra e della cervice (vedi Diagnosi delle infezioni urogenitali da clamidia).

La maggior parte degli adulti non richiede una valutazione per anomalie strutturali a meno che non si verifichi una delle seguenti condizioni (5, 6):

  • Infezioni delle vie urinarie ricorrenti

  • Complicata (p. es., diabete, immunocompromissione)

  • Anamnesi di calcoli renali

  • Precedente intervento chirurgico renale

  • Mancata risposta alla terapia

Le modalità di imaging delle vie urinarie comprendono l'ecografia, la TC e l'urografia EV (IVU). Occasionalmente una cistouretrografia minzionale, un'uretrografia retrograda, o una cistoscopia sono necessarie. Nelle donne con cistite sintomatica o con cistiti asintomatiche ricorrenti, non sono necessarie indagini urologiche di routine, perché questi reperti non influenzano la terapia. I bambini con infezione delle vie urinarie richiedono spesso tecniche di imaging.

Riferimenti relativi alla diagnosi

  1. 1. Bilsen MP, Conroy SP, Schneeberger C, et al. A reference standard for urinary tract infection research: a multidisciplinary Delphi consensus study. Lancet Infect Dis. 2024;24(8):e513-e521. doi:10.1016/S1473-3099(23)00778-8

  2. 2. Nicolle LE, Gupta K, Bradley SF, et al. Clinical Practice Guideline for the Management of Asymptomatic Bacteriuria: 2019 Update by the Infectious Diseases Society of America. Clin Infect Dis. 2019;68(10):e83-e110. doi:10.1093/cid/ciy1121

  3. 3. Miller JM, Binnicker MJ, Campbell S, et al. Guide to Utilization of the Microbiology Laboratory for Diagnosis of Infectious Diseases: 2024 Update by the Infectious Diseases Society of America (IDSA) and the American Society for Microbiology (ASM). Clin Infect Dis. Published online March 5, 2024. doi:10.1093/cid/ciae104

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  5. 5. Expert Panel on Urological Imaging, Venkatesan AM, Oto A, et al. ACR Appropriateness Criteria® Recurrent Lower Urinary Tract Infections in Females. J Am Coll Radiol. 2020;17(11S):S487-S496. doi:10.1016/j.jacr.2020.09.003

  6. 6. Expert Panel on Urologic Imaging, Nikolaidis P, Dogra VS, et al. ACR Appropriateness Criteria® Acute Pyelonephritis. J Am Coll Radiol. 2018;15(11S):S232-S239. doi:10.1016/j.jacr.2018.09.011

Trattamento delle infezioni urinarie batteriche

  • Antibiotici

  • Occasionalmente chirurgia (p. es., per drenare ascessi, correggere le anomalie strutturali di base, o risolvere l'ostruzione)

Tutte le forme di infezione sintomatica batterica delle vie urinarie richiedono la terapia antibiotica. Per i pazienti con grave disuria, la fenazopiridina può essere utilizzata come coadiuvante per ridurre i sintomi mentre gli antibiotici curano l'infezione di base (1, 2). La fenazopiridina deve essere utilizzata per non più di 2 giorni poiché mancano dati sul fatto che vi sia un beneficio aggiuntivo con un uso più prolungato. È controindicata nei pazienti con insufficienza renale e causa una colorazione rossastro-arancio delle urine.

La scelta degli antibiotici deve essere basata sulla storia di allergie del paziente, sui pattern di resistenza locale (se conosciuti), sulla disponibilità e sul costo degli antibiotici e sulla tolleranza del paziente e del medico al rischio di fallimento terapeutico. La capacità di indurre resistenza agli antibiotici deve essere anche considerata. Una volta completata l'urinocoltura e resi disponibili i risultati dell'antibiogramma, la scelta dell'antibiotico deve essere modificata optando per l'antibiotico a spettro più ristretto efficace contro l'agente patogeno identificato.

La correzione chirurgica è generalmente richiesta in caso di uropatia ostruttiva, anomalie anatomiche e lesioni neuropatiche del tratto genitourinario come le lesioni compressive del midollo spinale. Il drenaggio mediante catetere di una via urinaria ostruita aiuta a controllare prontamente le infezioni delle vie urinarie. Talvolta, un ascesso corticale renale o perinefritico necessita di drenaggio chirurgico. Se possibile, è necessario rimandare le indagini strumentali delle vie urinarie inferiori in presenza di urina infetta. La sterilizzazione delle urine prima delle manovre strumentali e una successiva terapia antibiotica per 3-7 giorni possono prevenire una sepsi urinaria potenzialmente fatale.

Cistite

Il trattamento di prima linea di una cistite non complicata nelle donne che non hanno fattori di rischio per un microrganismo Gram-negativo multiresistente è la nitrofurantoina 100 mg per via orale 2 volte/die per 5 giorni (è controindicata se la clearance della creatinina è < 60 mL/min), il trimetoprim/sulfametossazolo 160/800 mg per via orale 2 volte/die per 3 giorni, o la fosfomicina 3 g per via orale 1 volta (2). Scelte meno desiderabili includono un fluorochinolone o un antibiotico beta-lattamico. Se la cistite si ripresenta entro una settimana o due, un antibiotico a più ampio spettro (p. es., un fluorochinolone) può essere utilizzato e l'urinocoltura deve essere eseguita. Per i pazienti con allergie o resistenza agli antibiotici di prima linea, agenti orali alternativi includono gepotidacina e sulopenem etzadroxil/probenecid (3, 4).

Gli uomini con cistite non complicata devono sempre ricevere antibiotici; l'urinocoltura e i risultati di sensibilità guidano la scelta dell'antibiotico (5–7). I clinici devono inoltre considerare la possibilità di uretrite e prostatite negli uomini con sintomi di infezione delle vie urinarie. Gli antibiotici di prima linea per gli uomini con infezioni delle vie urinarie non complicate includono trimetoprim e trimetoprim/sulfametossazolo per 7 giorni. Tuttavia, la nitrofurantoina non è raccomandata per gli uomini a causa della scarsa penetrazione tissutale e della mancanza di efficacia nel caso vi sia un potenziale coinvolgimento prostatico.

La cistite complicata deve essere trattata con antibiotici empirici ad ampio spettro selezionati sulla base dei patogeni e dei pattern di resistenza locali ed aggiustati sulla base dei risultati della coltura. Le anomalie del tratto urinario devono essere trattate.

Pielonefrite acuta

Sono necessari antibiotici. Il trattamento ambulatoriale con antibiotici per via orale è possibile se tutti i seguenti criteri sono soddisfatti (1):

  • I pazienti devono essere in grado di assumere antibiotici per via orale e si prevede che siano aderenti.

  • I pazienti sono immunocompetenti.

  • I pazienti non hanno nausea o vomito o evidenza di deplezione di volume o di sepsi.

  • I pazienti non hanno ostruzione del tratto urinario o difetti anatomici e non hanno calcoli renali.

  • I pazienti devono avere un'adeguata analgesia con farmaci antidolorifici orali.

La ciprofloxacina 500 mg per via orale 2 volte/die per 7 giorni o la levofloxacina 750 mg per via orale 1 volta/die per 5-7 giorni sono antibiotici di prima linea se < 10% degli uropatogeni in ambiente extraospedaliero è resistente. Un'opzione alternativa per i pazienti a rischio di effetti avversi con i fluorochinoloni (p. es., tendinite e rottura del tendine) è di solito TMP/SMX 160/800 mg per via orale 2 volte/die per 14 giorni (2). Tuttavia, i modelli di sensibilità locali devono essere considerati perché in alcune zone degli Stati Uniti > 20% di E. coli sono resistenti ai sulfamidici.

I pazienti non eleggibili per il trattamento ambulatoriale devono essere ospedalizzati e deve essere somministrata una terapia parenterale, sulla base dei pattern di sensibilità locale. Gli antibiotici di prima linea per i pazienti senza fattori di rischio per infezione da un microrganismo multifarmaco-resistente sono solitamente quelli escreti per via renale, i fluorochinoloni come la ciprofloxacina e la levofloxacina. Altre scelte, come l'ampicillina più gentamicina, l'aminoglicoside plazomicina (8), le cefalosporine ad ampio spettro (p. es., ceftriaxone, cefotaxime, cefepime), l'aztreonam, le associazioni beta-lattamici/inibitori delle beta-lattamasi (ampicillina/sulbactam, ticarcillina/clavulanato, piperacillina/tazobactam) e imipenem/cilastatina, sono generalmente riservate ai pazienti con malattie critiche e/od ostruzione delle vie urinarie (p. es., con calcoli, batteri resistenti o un'infezione associata all'assistenza sanitaria).

La terapia parenterale viene continuata fino alla defervescenza e alla comparsa di altri segni di miglioramento clinico, che frequentemente si verifica entro 72 ore. A questo punto è possibile iniziare una terapia orale e il paziente può essere dimesso per il resto dei 7-14 giorni di terapia. Cicli più lunghi di antibiotici per via endovenosa (p. es., durata totale di 2-3 settimane) possono essere appropriati per i pazienti che necessitano di correzione urologica di difetti anatomici.

Le pazienti in gravidanza con pielonefrite devono essere inizialmente trattate in regime di ricovero (9). Il trattamento antibiotico EV di prima linea comprende cefalosporine, aztreonam o ampicillina più gentamicina. Se la pielonefrite è grave, altre possibilità comprendono la piperacillina/tazobactam o il meropenem. I fluorochinoloni e il TMP/SMX devono essere evitati a causa dei potenziali effetti avversi sul feto (10). Le recidive sono frequenti e, sebbene vi siano prove limitate, alcuni medici prendono in considerazione di raccomandare la profilassi, dopo la risoluzione dell'infezione acuta, con nitrofurantoina 100 mg per via orale o cefalexina 250 mg per via orale ogni sera per il resto della gravidanza e per 4-6 settimane dopo il parto (9).

Batteriuria asintomatica

La batteriuria asintomatica non deve essere trattata nella maggior parte dei pazienti, inclusi quelli con diabete o con cateteri vescicali a dimora cronici, o negli anziani (11, 12). Tuttavia, i pazienti in gravidanza o i pazienti sottoposti a determinate procedure genitourinarie invasive che possono causare sanguinamento mucoso devono essere trattati con antibiotici come per la cistite (vedi Infezioni del tratto urinario (IVU): Screening).

Nelle donne in gravidanza, solo alcuni antibiotici possono essere utilizzati in modo sicuro. I beta-lattamici orali, i sulfamidici e la nitrofurantoina sono considerati sicuri nelle prime fasi della gravidanza, ma il trimetoprim deve essere evitato durante il 1o trimestre, e il sulfametossazolo deve essere evitato durante il 3o trimestre, in particolare vicino al parto.

I pazienti con problemi ostruttivi non trattabili (p. es., calcoli, reflusso) possono richiedere una terapia soppressiva a lungo termine.

Sindrome uretrale acuta

Il trattamento dipende dai reperti clinici e dai risultati dell'urinocoltura:

  • Le donne con disuria, piuria, e crescita di > 102/mL colonie di una singola specie batterica sulla coltura delle urine possono essere trattate come forme di cistite non complicata.

  • Le donne che hanno disuria e piuria senza batteriuria devono essere valutate per un'infezione a trasmissione sessuale (anche per N. gonorrhoeae e C. trachomatis).

  • Le donne che hanno disuria ma non piuria né batteriuria non hanno una vera sindrome uretrale acuta. Esse devono essere valutate per cause non infettive di disuria. La valutazione può comprendere la sperimentazione terapeutica, per esempio, di trattamenti comportamentali (p. es., biofeedback e tecniche di rilassamento della muscolatura pelvica), chirurgia (per stenosi uretrale), e farmaci (p. es., terapia ormonale sostitutiva per sospette uretriti atrofiche, anestetici, antispastici).

Riferimenti relativi al trattamento

  1. 1. Trautner BW, Cortes-Penfield NW, Gupta K, et al. Complicated Urinary Tract Infections (cUTI): Clinical Guidelines for Treatment and Management. Infectious Diseases Society of America. Published July 17, 2025.

  2. 2. Gupta K, Hooton TM, Naber KG, et al. International clinical practice guidelines for the treatment of acute uncomplicated cystitis and pyelonephritis in women: A 2010 update by the Infectious Diseases Society of America and the European Society for Microbiology and Infectious Diseases. Clin Infect Dis. 2011;52(5):e103-e120. doi:10.1093/cid/ciq257

  3. 3. Wagenlehner F, Perry CR, Hooton TM, et al. Oral gepotidacin versus nitrofurantoin in patients with uncomplicated urinary tract infection (EAGLE-2 and EAGLE-3): two randomised, controlled, double-blind, double-dummy, phase 3, non-inferiority trials. Lancet. 2024;403(10428):741-755. doi:10.1016/S0140-6736(23)02196-7

  4. 4. Dunne MW, Aronin SI, Das AF, et al. Sulopenem or Ciprofloxacin for the Treatment of Uncomplicated Urinary Tract Infections in Women: A Phase 3, Randomized Trial [published correction appears in Clin Infect Dis. 2023 Sep 18;77(6):937. doi: 10.1093/cid/ciad216.]. Clin Infect Dis. 2023;76(1):66-77. doi:10.1093/cid/ciac738

  5. 5. Kurotschka PK, Gágyor I, Ebell MH. Acute Uncomplicated UTIs in Adults: Rapid Evidence Review. Am Fam Physician. 2024;109(2):167-174.

  6. 6. Schaeffer AJ, Nicolle LE. Urinary Tract Infections in Older Men. N Engl J Med. 2016;374(22):2192. doi:10.1056/NEJMc1603508

  7. 7. Drekonja DM, Rector TS, Cutting A, Johnson JR. Urinary tract infection in male veterans: treatment patterns and outcomes. JAMA Intern Med. 2013;173(1):62-68. doi:10.1001/2013.jamainternmed.829

  8. 8. Wagenlehner FME, Cloutier DJ, Komirenko AS, et al. Once-daily plazomicin for complicated urinary tract infections. N Engl J Med. 2019;380(8):729-740. doi:10.1056/NEJMoa1801467

  9. 9. Urinary Tract Infections in Pregnant IndividualsObstet Gynecol. 2023;142(2):435-445. doi:10.1097/AOG.0000000000005269

  10. 10. Bookstaver PB, Bland CM, Griffin B, Stover KR, Eiland LS, McLaughlin M. A Review of Antibiotic Use in Pregnancy. Pharmacotherapy. 2015;35(11):1052-1062. doi:10.1002/phar.1649

  11. 11. Nicolle LE, Gupta K, Bradley SF, et al. Clinical Practice Guideline for the Management of Asymptomatic Bacteriuria: 2019 Update by the Infectious Diseases Society of America. Clin Infect Dis. 2019;68(10):e83-e110. doi:10.1093/cid/ciy1121

  12. 12. US Preventive Services Task Force, Owens DK, Davidson KW, et al. Screening for Asymptomatic Bacteriuria in Adults: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement. JAMA. 2019;322(12):1188-1194. doi:10.1001/jama.2019.13069

Prevenzione delle infezioni urinarie batteriche

Nelle donne con infezioni ricorrenti delle vie urinarie, l'esame obiettivo deve comprendere l'esame pelvico per rilevare condizioni gestibili, come l'atrofia vulvovaginale, il diverticolo uretrale, l'incontinenza fecale, e il prolasso vaginale. Gli uomini con infezioni delle vie urinarie ricorrenti devono essere valutati per prostatite, uretrite e svuotamento incompleto della vescica.

Nelle donne che soffrono di 3 infezioni delle vie urinarie/anno, sono raccomandate alcune misure comportamentali, tra cui aumentare l'assunzione di liquidi, evitare l'uso di spermicidi e del diaframma, non ritardare la minzione, asciugarsi da davanti a dietro dopo la defecazione, evitare irrigazioni vaginali, e urinare subito dopo il rapporto sessuale. Se queste tecniche non sono efficaci, si deve considerare la possibilità di una profilassi antibiotica. Le opzioni più frequenti sono la profilassi continua e post-coitale.

L'uso di prodotti a base di Mirtillo rosso (Cranberry), oltre ad altre misure comportamentali, può essere considerato un'altra strategia per prevenire la cistite ricorrente. Questo approccio si basa su prove che suggeriscono che i prodotti a base di mirtillo rosso possono ridurre il rischio di cistite semplice nelle donne con infezioni delle vie urinarie ricorrenti, nei bambini e nei soggetti predisposti a infezioni delle vie urinarie dopo interventi che coinvolgono la vescica (1). Tuttavia, le evidenze a supporto del suo utilizzo in adulti anziani, pazienti in gravidanza, pazienti con disturbi dello svuotamento vescicale e pazienti con svuotamento vescicale compromesso sono insufficienti (2).

I regimi di profilassi continua in genere vanno da 6 mesi a 2 anni (3). La scelta dell'antibiotico dipende dal pattern di suscettibilità delle infezioni precedenti. Le opzioni comuni sono trimetoprim/sulfametossazolo 40/200 mg per via orale 1 volta/die o 3 volte/settimana, nitrofurantoina 50 o 100 mg per via orale 1 volta/die, cefalexina 125-250 mg per via orale 1 volta/die, e fosfomicina 3 g per via orale ogni 10 giorni. I fluorochinoloni sono efficaci ma non sono in genere raccomandati perché la resistenza è in aumento. Inoltre, i fluorochinoloni sono controindicati in gravidanza e nei bambini. La nitrofurantoina è controindicata se la clearance della creatinina è < 60 mL/min. L'uso a lungo termine può raramente causare danni a polmone, fegato e sistema nervoso. La metenamina si è dimostrata efficace nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie negli anziani con clearance della creatinina > 30 mL/min (4).

La profilassi post-coitale nelle donne può essere più efficace se le infezioni delle vie urinarie sono temporalmente legate al rapporto sessuale. Generalmente, una dose singola di uno degli antibiotici usati per la profilassi continua (tranne la fosfomicina) è efficace (3).

La contraccezione è raccomandata nelle donne che fanno uso di fluorochinoloni perché questi farmaci sono potenzialmente in grado di danneggiare il feto. Anche se esiste la preoccupazione che gli antibiotici possano ridurre l'efficacia dei contraccettivi orali, studi di farmacocinetica non hanno mostrato un effetto significativo e consistente. Ciononostante, alcuni esperti raccomandano alle donne che usano i contraccettivi orali di utilizzare contraccettivi di barriera quando assumono questi antibiotici.

Nelle donne in gravidanza, la profilassi delle infezioni delle vie urinarie è simile a quella delle donne non incinte, compreso l'uso della profilassi postcoitale. Le pazienti appropriate comprendono quelle che hanno avuto una pielonefrite acuta durante la gravidanza, le pazienti con > 1 episodio (nonostante il trattamento) di infezione delle vie urinarie o una batteriuria durante la gravidanza e le pazienti che hanno necessitato di una profilassi per infezioni delle vie urinarie ricorrenti prima della gravidanza.

Nelle donne in menopausa, la profilassi antibiotica è simile a quella descritta in precedenza. Inoltre, la terapia estrogenica locale riduce notevolmente l'incidenza di infezioni delle vie urinarie ricorrenti nelle pazienti con vaginite o uretrite atrofiche (3).

Riferimento relativo alla prevenzione

  1. 1. Jepson RG, Williams G, Craig JC. Cranberries for preventing urinary tract infections. Cochrane Database Syst Rev. 2012;10(10);CD001321. Published 2012 Oct 17. doi:10.1002/14651858.CD001321.pub5

  2. 2. Williams G, Hahn D, Stephens JH, Craig JC, Hodson EM. Cranberries for preventing urinary tract infections. Cochrane Database Syst Rev. 2023;4(4):CD001321. Published 2023 Apr 17. doi:10.1002/14651858.CD001321.pub6

  3. 3. Anger JT, Bixler BR, Holmes RS, Lee UJ, Santiago-Lastra Y, Selph SS. Updates to Recurrent Uncomplicated Urinary Tract Infections in Women: AUA/CUA/SUFU Guideline. J Urol. 2022;208(3):536-541. doi:10.1097/JU.0000000000002860

  4. 4. Chwa A, Kavanagh K, Linnebur ASA, et al. Evaluation of methenamine for urinary tract infection prevention in older adults: A review of the evidence. Ther Adv Drug Saf. 2019;10:2042098619876749. Published 2019 Sep 23. doi:10.1177/2042098619876749

Punti chiave

  • Le cause più frequenti di infezione urinaria batterica e infezione urinaria in generale sono E. coli e altri batteri enterici Gram-negativi.

  • Non testare né trattare la batteriuria asintomatica tranne che nelle donne in gravidanza o prima di una procedura urologica invasiva.

  • In generale, l'urinocoltura si esegue nel sospetto di infezione delle vie urinarie complicata ma non nella cistite non complicata.

  • Valutare i pazienti per anomalie strutturali se le infezioni si ripetono o sono complicate, se si sospetta una nefrolitiasi, in caso di ematuria senza dolore o in caso di insorgenza di insufficienza renale, o febbre persistente per 72 h.

  • Se disponibili, prendere in considerazione i modelli di resistenza locale al momento di scegliere una terapia antibiotica per infezione urinaria.

  • Per le donne con 3 infezioni delle vie urinarie/anno, nonostante le misure profilattiche comportamentali, prendere in considerazione la profilassi antibiotica continua o post-coitale.

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