Mezzi di contrasto radiografici

DiMustafa A. Mafraji, MD, Rush University Medical Center
Reviewed ByWilliam E. Brant, MD, University of Virginia
Revisionato/Rivisto Modificata set 2025
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I mezzi di contrasto radiografici sono sostanze utilizzate per distinguere le strutture interne nella diagnostica per immagini, come vari tipi di radiografie e risonanza magnetica per immagini (RMI).

Durante gli esami di diagnostica per immagini, possono essere usati mezzi di contrasto per distinguere un tessuto o una struttura dall’ambiente circostante o per fornire maggiori dettagli.

I mezzi di contrasto comprendono:

  • mezzi di contrasto radiopachi (a volte erroneamente denominati coloranti): sostanze visibili ai raggi X

  • mezzi di contrasto paramagnetici: Sostanze utilizzate nella risonanza magnetica per immagini (RMI)

Mezzi di contrasto radiopachi

Un mezzo di contrasto radiopaco assorbe le radiazioni e quindi appare di colore bianco sulla radiografia. In genere viene utilizzato per visualizzare:

  • I vasi sanguigni

  • l’interno dell’apparato gastrointestinale, biliare o urinario

  • il flusso sanguigno negli organi

Solitamente il mezzo di contrasto viene iniettato in vena (contrasto endovenoso), in arteria (angiografia), assunto per via orale (contrasto orale), introdotto nell’ano (contrasto rettale) o iniettato con un ago in un’articolazione.

Il mezzo di contrasto usato dipende dal tipo di esame da eseguire e dalla parte del corpo da valutare:

  • per i vasi sanguigni: in genere mezzi di contrasto contenenti iodio (mezzi di contrasto iodati)

  • per il tratto gastrointestinale: mezzi di contrasto contenenti bario o iodio (gastrografin)

Prima di eseguire un esame che preveda l’impiego di un mezzo di contrasto, ai soggetti può venire chiesto di evitare di mangiare per diverse ore e di non bere per 1 ora. Dopo l’esame, è consigliabile bere liquidi supplementari per la parte restante della giornata.

Quando vengono iniettati alcuni mezzi di contrasto, si può avvertire una sensazione di calore in tutto il corpo. Altri mezzi di contrasto possono causare una sensazione di freddo nella sede dell’iniezione. I mezzi di contrasto da assumere per via orale possono avere un sapore sgradevole.

Effetti collaterali dei mezzi di contrasto radiopachi

Generalmente, i mezzi di contrasto radiopachi sono molto sicuri, in particolare se somministrati per via orale o rettale.

Gli effetti collaterali dei mezzi di contrasto iodati per iniezione si manifestano in un numero ridotto di persone. Tra questi troviamo:

Reazioni di tipo allergico al mezzo di contrasto

Le reazioni di tipo allergico al mezzo di contrasto possono verificarsi immediatamente o essere ritardate.

Le reazioni di tipo allergico al mezzo di contrasto variano per gravità:

  • lieve, quali nausea, vampate di calore o prurito

  • moderata, quali eruzione cutanea, vomito o brividi

  • grave e pericolosa per la vita (anafilattoide), come gonfiore alla gola che interferisce con la respirazione, respiro sibilante, pressione sanguigna molto bassa o frequenza cardiaca anomala

Al primo segno di reazione, il mezzo di contrasto viene sospeso. Le reazioni lievi o moderate sono trattate con difenidramina antistaminica, somministrata per via endovenosa. Le reazioni gravi possono essere trattate con ossigeno, liquidi per via endovenosa, epinefrina o altri farmaci, secondo il tipo di reazione.

Le reazioni al mezzo di contrasto di tipo allergico hanno più probabilità di manifestarsi nelle persone che:

  • soffrono di molte altre allergie

  • soffrono di asma

  • hanno già avuto reazioni di tipo allergico dopo l’uso di un mezzo di contrasto

Contrariamente a quanto alcune persone possano aver sentito dire, un’anamnesi di allergia ai crostacei o “allergia allo iodio” non aumenta il rischio di una reazione al mezzo di contrasto.

Per coloro che hanno manifestato diverse reazioni gravi a mezzi di contrasto iodati, occorre eseguire invece un esame di diagnostica per immagini che non richieda l’impiego di un mezzo di contrasto di questo tipo. Se è necessario usare un mezzo di contrasto iodato, è possibile somministrare farmaci (difenidramina e uno steroide [talvolta chiamato glucocorticoide o corticosteroide]) prima di eseguire l’esame per prevenire un’eventuale reazione. I soggetti che hanno precedentemente manifestato una reazione a un mezzo di contrasto devono consultarsi con il proprio medico prima dell’esecuzione di un esame di diagnostica per immagini.

Danno renale

Il danno renale (nefropatia da contrasto) dovuto all’uso di un mezzo di contrasto iodato può verificarsi in soggetti con determinate condizioni:

In quasi tutti i soggetti, il danno renale non causa sintomi e scompare entro circa 1 settimana. Molto raramente, i soggetti presentano un danno permanente e solo in pochissimi richiedono la dialisi renale.

Se è necessario effettuare test che richiedono mezzi di contrasto radiopachi su persone a rischio di danno renale, vengono somministrati liquidi per via endovenosa prima e dopo l’uso del mezzo di contrasto. Questo al fine di evitare un eventuale accumulo di tali farmaci nell’evenienza che il mezzo di contrasto comprometta la funzionalità renale. Se possibile, si utilizza un dosaggio minore di mezzo di contrasto. I medici possono anche sospendere il farmaco metformina per 48 ore dopo la somministrazione EV di mezzi di contrasto radiopachi a soggetti con malattia renale grave che assumono metformina.

Sapevate che...

  • In caso di grave malattia renale e assunzione di metformina, il medico può prescrivere la sospensione dell’assunzione di metformina per 48 ore dopo l’esposizione a mezzi di contrasto radiopachi.

Mezzi di contrasto paramagnetici

I mezzi di contrasto paramagnetici modificano le proprietà magnetiche delle particelle in modo da aumentare il contrasto tra i diversi tessuti, rendendo le immagini della RMI più nitide. Questi mezzi di solito contengono gadolinio.

Effetti collaterali dei mezzi di contrasto paramagnetici

In genere non producono effetti collaterali. Tuttavia, in alcuni soggetti con grave malattia renale o in dialisi questi agenti possono causare una malattia potenzialmente letale detta:

  • Fibrosi sistemica nefrogenica

Nella fibrosi sistemica nefrogenica, la pelle, il tessuto connettivo e gli organi si ispessiscono. Possono svilupparsi chiazze rosse o scure sulla pelle. Si può sentire tirare la pelle, avere difficoltà e limitazioni nel compiere i movimenti e gli organi potrebbero non funzionare bene. Questo disturbo oggi è molto raro, perché i medici usano mezzi di contrasto paramagnetici a base di gadolinio in persone con problemi renali solo se necessario e somministrano la dose più bassa e il mezzo più sicuro possibile. I medici inoltre prendono in considerazione l’uso di altri esami di diagnostica per immagini per le persone con gravi problemi renali.

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